PARE UNA SEMPLICE IPERBOLE, MA…
E’ UN VERO E
PROPRIO OXIMORO.
(UNA PISTOLA PER UN PISTOLA!)
Tu vedi un
Dio Matusa con una pistola al fianco:
il rischio che corri entrando in casa mia
è quello
di trapassare da questa vita, grazie alla mia pistola,
all’altra vita,
al cospetto di Dio (in Paradiso?)
Se Dio è
Giove, e la sua arma è il fulmine…
allora va tutto bene.
L'avv. Giulia Bongiorno dice il vero, E ASSOLUTAMENTE CONDIVISIBILE
= CHI DI NOTTE TROVA ESTRANEI ENTRATI NELLA SUA CASA, DEVE AVERE IL DIRITTO DI
SPARARE, SE VUOLE. SPARARE PER DIFENDERE SE STESSO, LA SUA CASA, E I SUOI
FAMILIARI.
Questa è – si badi bene – una affermazione che nessun
vero cristiano sentirà mai di praticare.
E ciò è da sottolineare, perché - a ogni piè sospinto
- un oceano di cosiddetti credenti cristiani, soprattutto cattolici, ritiene –
di fronte a incombente minaccia - proprio diritto difendersi, o rivestiti da
giustizieri sentono il patriottico dovere di andare alla caccia di particolari
delinquenti (stupratori, ad esempio, e zingari, e immigrati), o volontariamente
rivestire una divisa per partecipare a onorevoli missioni di pace armate.
Ed è comunque giusta tale affermazione - per chi non
ha tale coscienza cristica - che una persona difenda la propria vita per la
sopravvivenza.
Il vero cristiano, infatti, non pensa a sopravvivere
in questa sua esistenza, ma considera questa ultima come il trampolino di
lancio per viverci bene, in questa esistenza, accettandola così come è senza
lamenti, in attesa di un francescano transito dolce verso cristica risurrezione
(o rinascita induista).
Non si può certamente imporre a chi non è un vero
cristiano (che è quello sempre pronto a porgere l’altra guancia, e a chi gli
chiede 10 lire gliene dona addirittura 20, in ossequio al principio di martiria,
fondamento del vero cristianesimo), di non difendere la propria sacra comunque
vita, e quella dei propri familiari, se minacciati, e se a rischio di
violazione della propria domus.
Lo stesso Gesù il Cristo non trova alcunché di
scandaloso in ciò, laddove prevale la mancanza di una coscienza cristica,
appunto. L’uomo, nel dualismo che anima la natura, ha il dovere e il diritto di
difendersi e sopravvivere.
C’è invece da scandalizzarsi quando la coscienza pur
manifestandosi in alcuni uomini, viene volontariamente tarpata e soffocata per
secondi fini (come quelli venali, sessuali, e di potere): vedi il famoso ricco,
osservante scrupoloso della legge mosaica, ma che scappa via, all’invito di
radicale chiamata di Cristo a donare tutto quel che aveva, e seguirlo, lungo
percorsi dove emulare i gigli dei campi e gli uccelli del cieli è
oggettivamente per più rara umanità.
L’Italia,
rispetto agli USA, è già proporzionalmente non molto lontana, numericamente,
circa il possesso delle armi e loro vendita (così da qualche parte!)
Autorizzare la difesa personale per sé stessi e per i
familiari e per il bene dell’immobile, con incremento di vendita d’armi allo
scopo di deterrenza, può solo determinare:
1. aumento di produzione di armi,
per la felicità dei mercanti di morte e costruttori di distruzione,
2. aumento
di paura per la presenza in casa di un’arma (che già han provocato finora
troppe tragedie familiari),
3. aumento
di diffidenza, di ansie, di angoscia esistenziale, con un Cristo pacificatore
che invita al perdono sempre più lontano, e col Satàn che provoca FAIDE infinite.
Sapete a che serve praticamente il perdono? A bloccare
appunto ogni faida, che è come una atomica reazione a catena. Qualcuno di fede
deve iniziare a farlo: non opponendo più altro male al male già esistente.
"Sarebbe augurabile mettere un po’ di bombe sotto il
culo di tutti quei bastardi di mercanti e costruttori maledetti di armi, che
rendono così tanto tristemente famosi gli italiani nel mondo". Così qualcuno riesce a riflettere, e cominciare a capire.
Tutti i cittadini italiani coinvolti - coscientemente e
incoscientemente - in questa girandola di esaltazione di avere un’arma fra le
mani, per giocare all’innocente tiro al piattello, immaginando magari di mirare
ad esseri viventi (animali o umani), o per difendersi a causa di kirkegaardiani
timori e tremori esistenziali, o per andare a caccia ed ammazzare per puro divertimento qualsiasi animale, (safari ornitologici!!) certamente sono alquanto
carenti di coscienza: laonde per cui viene naturale considerare la estrema
inconciliabilità fra una pagana comune visione della vita e quella di un
Cristo, o di un Socrate (che considero proto-cristiano).
Io personalmente confesso di invidiare chi riesce a
stare correttamente, e radicalmente, alla sequela di un Cristo così essenziale e
semplice da risultare osticamente incompreso.
Un pagano armato non è un oximoro: ed è giudicato
secondo la fede che ha.
Un cristiano armato è in sé un oximoro: punto e basta!
.
P.S. Io purtroppo non sono fra i veri cristiani
pronto alla Sacra Martiria, e quindi di sicuro reagirei: ma non penso affatto a comprarmi un’arma,
e tenerla sul comodino pronta ad essere usata nel caso si avverasse un fatto del
genere: perché se l’arma me la dimentico in un angolo di un cassetto a che pro
averla? E comunque con il pensiero continuo che permane?

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