giovedì 20 settembre 2018

LEGITTIMA DIFESA PER CHI?

 

PARE UNA SEMPLICE IPERBOLE, MA…

 E’ UN VERO E PROPRIO OXIMORO.
(UNA PISTOLA PER UN PISTOLA!)




Tu vedi un Dio Matusa con una pistola al fianco:
 il rischio che corri entrando in casa mia è quello 
di trapassare da questa vita, grazie alla mia pistola,
all’altra vita, al cospetto di Dio (in Paradiso?)

Se Dio è Giove, e la sua arma è il fulmine… 
allora va tutto bene.





   
L'avv. Giulia Bongiorno dice il vero, E ASSOLUTAMENTE CONDIVISIBILE = CHI DI NOTTE TROVA ESTRANEI ENTRATI NELLA SUA CASA, DEVE AVERE IL DIRITTO DI SPARARE, SE VUOLE. SPARARE PER DIFENDERE SE STESSO, LA SUA CASA, E I SUOI FAMILIARI

          Questa è – si badi bene – una affermazione che nessun vero cristiano sentirà mai di praticare. 

          E ciò è da sottolineare, perché - a ogni piè sospinto - un oceano di cosiddetti credenti cristiani, soprattutto cattolici, ritiene – di fronte a incombente minaccia - proprio diritto difendersi, o rivestiti da giustizieri sentono il patriottico dovere di andare alla caccia di particolari delinquenti (stupratori, ad esempio, e zingari, e immigrati), o volontariamente rivestire una divisa per partecipare a onorevoli missioni di pace armate. 

          Ed è comunque giusta tale affermazione - per chi non ha tale coscienza cristica - che una persona difenda la propria vita per la sopravvivenza. 

          Il vero cristiano, infatti, non pensa a sopravvivere in questa sua esistenza, ma considera questa ultima come il trampolino di lancio per viverci bene, in questa esistenza, accettandola così come è senza lamenti, in attesa di un francescano transito dolce verso cristica risurrezione (o rinascita induista).

          Non si può certamente imporre a chi non è un vero cristiano (che è quello sempre pronto a porgere l’altra guancia, e a chi gli chiede 10 lire gliene dona addirittura 20, in ossequio al principio di martiria, fondamento del vero cristianesimo), di non difendere la propria sacra comunque vita, e quella dei propri familiari, se minacciati, e se a rischio di violazione della propria domus. 

          Lo stesso Gesù il Cristo non trova alcunché di scandaloso in ciò, laddove prevale la mancanza di una coscienza cristica, appunto. L’uomo, nel dualismo che anima la natura, ha il dovere e il diritto di difendersi e sopravvivere. 

          C’è invece da scandalizzarsi quando la coscienza pur manifestandosi in alcuni uomini, viene volontariamente tarpata e soffocata per secondi fini (come quelli venali, sessuali, e di potere): vedi il famoso ricco, osservante scrupoloso della legge mosaica, ma che scappa via, all’invito di radicale chiamata di Cristo a donare tutto quel che aveva, e seguirlo, lungo percorsi dove emulare i gigli dei campi e gli uccelli del cieli è oggettivamente per più rara umanità.

          L’Italia, rispetto agli USA, è già proporzionalmente non molto lontana, numericamente, circa il possesso delle armi e loro vendita (così da qualche parte!)

          Autorizzare la difesa personale per sé stessi e per i familiari e per il bene dell’immobile, con incremento di vendita d’armi allo scopo di deterrenza, può solo determinare: 
1. aumento di produzione di armi, per la felicità dei mercanti di morte e costruttori di distruzione, 
2. aumento di paura per la presenza in casa di un’arma (che già han provocato finora troppe tragedie familiari), 
3.  aumento di diffidenza, di ansie, di angoscia esistenziale, con un Cristo pacificatore che invita al perdono sempre più lontano, e col Satàn che provoca FAIDE infinite. 

          Sapete a che serve praticamente il perdono? A bloccare appunto ogni faida, che è come una atomica reazione a catena. Qualcuno di fede deve iniziare a farlo: non opponendo più altro male al male già esistente.

          "Sarebbe augurabile mettere un po’ di bombe sotto il culo di tutti quei bastardi di mercanti e costruttori maledetti di armi, che rendono così tanto tristemente famosi gli italiani nel mondo". Così qualcuno riesce a riflettere, e cominciare a capire.

          Tutti i cittadini italiani coinvolti - coscientemente e incoscientemente - in questa girandola di esaltazione di avere un’arma fra le mani, per giocare all’innocente tiro al piattello, immaginando magari di mirare ad esseri viventi (animali o umani), o per difendersi a causa di kirkegaardiani timori e tremori esistenziali, o per andare a caccia ed ammazzare per  puro divertimento qualsiasi animale, (safari  ornitologici!!) certamente sono alquanto carenti di coscienza: laonde per cui viene naturale considerare la estrema inconciliabilità fra una pagana comune visione della vita e quella di un Cristo, o di un Socrate (che considero proto-cristiano).

          Io personalmente confesso di invidiare chi riesce a stare correttamente, e radicalmente, alla sequela di un Cristo così essenziale e semplice da risultare osticamente incompreso.

          Un pagano armato non è un oximoro: ed è giudicato secondo la fede che ha.
Un cristiano armato è in sé un oximoro: punto e basta!
.
P.S. Io purtroppo non sono fra i veri cristiani pronto alla Sacra Martiria, e quindi di sicuro reagirei: ma non penso affatto a comprarmi un’arma, e tenerla sul  comodino pronta ad essere  usata nel caso si avverasse un fatto del genere: perché se l’arma me la dimentico in un angolo di un cassetto a che pro averla? E comunque con il pensiero continuo che permane?